Il magico potere del digiuno - la guida definitiva
Riccardo Zefelippo

Riccardo Zefelippo

Il magico potere del digiuno: la guida definitiva

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Digiuno terapeutico, digiuno intermittente, dieta mima digiuno…sono termini che sentiamo sempre più spesso.

La solita moda del momento?

Per alcuni sì, ma non per tutti.

Il digiuno è uno degli alleati più potenti della nostra salute.

I suoi benefici sono incredibili: dal depurare, al rallentare l’invecchiamento, dal far regredire malattie, al risolvere disturbi alimentari.

Ho personalmente praticato un digiuno di 7 giorni che mi ha aiutato a risolvere diversi problemi.

Per poterlo fare in sicurezza ho studiato tanto e scoperto cose pazzesche sul digiuno.

In questo articolo voglio raccontarti tutto ciò che ho imparato sul digiuno.

Se vuoi sfruttare un potere magico per permettere alla tua salute di fare il salto di qualità tieniti forte, si parte per il viaggio.

Ma prima…

Devo fare subito una precisazione prima di iniziare con l’articolo e rischiare di finire dietro le sbarre 😁

Il mio intento non è convincerti ad intraprendere un digiuno né ad intraprenderlo di testa tua.

Voglio solo condividere quello che so al riguardo e la mia esperienza.

A me ha fatto molto bene e lo stesso ha fatto e continua a fare a tantissime altre persone.

La cosa più sicura da fare se si decide di farlo, specie se lungo, è di farsi seguire da chi è esperto e di consultare un medico se le condizioni di salute non sono ottimali.

Detto questo, iniziamo col rispondere ad una domanda basilare.

Digiuno: che cos’è e come si fa?

digiuno con i succhi

Sembra una domanda stupida ma ti assicuro che per molti la risposta sarà sorprendente.

Mi dicono e scrivono spesso persone che sostengono di aver fatto un “digiuno a frutta” o un “digiuno a succhi”.

In realtà queste persone non hanno digiunato affatto.

Ti spiego perché.

L’unico digiuno vero e proprio è quello dove non mangi nulla e bevi solo e soltanto acqua (si potrebbe chiudere un occhio su alcune tisane).

Il resto ha altri nomi e altri effetti, ma di questo ti parlerò più avanti nell’articolo.

Questo periodo in cui non si mangia nulla e si beve solo acqua devi vederlo come un periodo di riposo generale per l’organismo.

Perché di riposo?

Molto semplice: perché siamo abituati a mangiare in continuazione.

La maggior parte di noi lo fa almeno 3 volte al giorno, tutti i giorni, tutto l’anno, per tutta la vita.

La digestione richiede tantissimo lavoro e tante energie per trasformare, assimilare ed espellere quello che mangiamo.

E se poi mangiamo male o troppo, il carico di lavoro per l’organismo diventa estenuante.

Ti invito a pensare un attimo ad una cosa.

Nell’ultimo anno hai avuto dei giorni di ferie, dei weekend di ozio totale, delle giornate in cui la stanchezza si faceva sentire e hai speso buona parte della giornata sul divano davanti alla TV?

Probabilmente sì.

E quando è stata invece l’ultima volta che hai dato anche un solo giorno di vacanza al tuo apparato digerente?

Probabilmente non te lo ricordi neanche o sai bene di non averglielo mai dato.

Ecco, un digiuno per il tuo corpo equivale ad un giorno di vacanza per te.

L’interruzione di ogni fatica!

Ma perché è importante dare questi giorni di vacanza al tuo organismo?

Ognuno di noi, chi più chi meno, a seconda del tipo di alimentazione che segue e dello stile di vita che ha , accumula tossine e sostanze di scarto.

Possiamo accumularle ad esempio perché mangiamo cibi non salutari o perché combiniamo male gli alimenti, o perché siamo sottoposti a troppo stress.

Queste sostanze sono spesso difficili da espellere o eliminare e non ci fa bene tenerle dentro.

Con la sua grande intelligenza, l’organismo allontana queste sostanze cattive da organi vitali e zone delicate.

Così le accumula spesso nel grasso, in modo da limitare i danni almeno nel breve periodo.

Durante un digiuno queste sostanze vengono reimmesse nella circolazione e poi eliminate.

E l’organismo può farlo al meglio solo durante un digiuno.

Perché?

Perché quando l’organismo è pieno non riesce a tirar fuori le sostanze dannose e superflue, quando è in carenza nutrizionale sì.

Con un digiuno l’organismo si ritrova senza l’energia che normalmente prende dal cibo e quindi per sopravvivere inizia ad usare le sue riserve interne.

E visto che non c’è niente da digerire, userà parte di questa energia per pulirsi e liberarsi.

Pensa a quando stai male, accade spesso che non hai voglia di cibo vero?

Questo perché, specie nelle malattie acute (come può essere una febbre), le energie vengono indirizzate a risolvere il problema.

Ok, ti ho detto già un sacco di cose positive sul digiuno.

Nonostante questo, molti demonizzano questa pratica ritenendola dannosa.

Perché?

Te lo spiego nel prossimo paragrafo…

Critiche e attacchi al digiuno: c’è qualcosa di fondato?

attacchi al digiuno

Gli attacchi e le critiche al digiuno sono tanti e quasi sempre gli stessi.

Il problema è che chi fa questi attacchi è nel 99,9% dei casi qualcuno che non ha mai saltato neanche un pasto nella sua vita.

Detto questo, vediamo un attimo i motivi di queste critiche e perché non sono poi così fondate.

Un primo motivo è, come spesso accade (ahimè), di ti tipo economico.

Il punto è questo:

persone che imparano a digiunare per ripulirsi e stare meglio, persone che iniziano anche solo a saltare la colazione o persone che decidono di digiunare un giorno al mese, non fanno arricchire nessuno.

Facciamo un esempio.

Mettiamo che tutti gli italiani diventino amici del digiuno e che per iniziare decidessero di saltare la colazione.

Moltiplicando la spesa media di 2,50 per una colazione per 60 milioni di abitanti, avremmo fatto perdere all’industria alimentare circa 150 milioni di euro semplicemente saltando una sola colazione!

L’esempio è estremo, ma capisci di che interessi economici parliamo?

C’è poi l’enorme commercio (uno dei più grandi) delle diete e del dimagrimento.

È stato dimostrato come la maggioranza delle diete – più di 9 su 10 – fallisca dopo poche settimane e che le persone tornino ad ingrassare come, se non più di prima.

Questo fa sì che periodicamente queste persone vogliano riprovare una nuova dieta, andare da un dietologo, comprare i kit per dimagrire 47 kg in una settimana e così via.

Il giro di soldi è enorme e a nessuno conviene che impariamo a risolvere i nostri disturbi alimentari e a mantenere un peso normale in modo naturale.

Anche l’aspetto culturale è duro da cambiare e annebbia la menta di tante persone.

Siamo ancorati all’idea di dover mangiare tot volte al giorno, ogni tot ore e che saltare un pasto faccia addirittura male.

Ragionando così è ovvio che il digiuno sembri assurdo.

Molti ritengono il digiuno pericoloso perché andrebbe a consumare i muscoli, gli organi vitali…insomma, che ci consumi e debiliti oltremodo.

La verità è che prima di arrivare a quel punto ce ne vuole di tempo.

Ci si arriva solo quando il corpo non sa più da dove attingere

Quello che succede in realtà è che il corpo inizia a trarre energie a partire dalle cose meno importanti per sopravvivere.

Per farlo preferisce iniziare da grasso, tossine, cellule danneggiate.

Ecco perché si sente spesso parlare dell’efficacia del digiuno contro le malattie.

In più tutti abbiamo delle riserve di minerali, proteine, grassi e così via.

E con tutti intendo proprio tutti, anche le persone magre.

I fachiri indiani ad esempio, sono sì abituati, ma sono dei pelle e ossa che digiunano con meno difficoltà delle persone obese (e questo perché sono già più “puliti”).

Al di là di questo esempio, tieni a mente che va tenuto d’occhio il peso quando si digiuna (te ne parlo meglio più avanti).

Per cui morire di fame significa digiunare quando queste riserve non ci sono più, altrimenti digiunare in sicurezza consiste solo nell’usare le proprie riserve disponibili.

In questo l’efficienza dell’organismo è una cosa meravigliosa.

Anche se ultimamente se ne parla di più, il digiuno come terapia viene usato da moltissimo tempo e già da anni se ne conosce la straordinaria potenza.

Nelle relazioni sulla salute pubblica (volume 67, n. 2, febbraio 1952) Anton J. Carlson, medico e professore di Fisiologia all’Università di Chicago e il suo assistente F. Hoelzel scrissero un rapporto sulla “Nutrizione, la senescenza e il ringiovanimento”.

Cercavano appunto di spiegare gli enormi benefici di un digiuno prolungato in relazione al processo di eliminazione di cui ti ho parlato poco fa.

In Italia i medici napoletani fino a circa 200 anni fa, erano soliti utilizzare i digiuni con i loro pazienti.

Se è così antica e popolare come pratica, dovrà pur avere dei benefici, non credi?

Andiamo a vederli.

I benefici del digiuno: perché dovresti farlo?

benefici del digiuno

Tutto questo sforzo del non mangiare nulla per uno o più giorni, vale la pena?

Guarisce? Cura? Ringiovanisce?

Ti ho parlato poco fa di questo processo di eliminazione che il corpo aziona per ripulirsi.

Dopo questa pulizia starai meglio sotto tanti aspetti di cui ti sto per parlare.

Intanto la potenza sessuale e la fertilità vengono favorite.

In natura anche molti animali sfruttano questo vantaggio.

I pinguini o le otarie, ad esempio, digiunano durante il periodo dell’accoppiamento.

Animali che mangiano molto, riequilibrano l’aspetto genetico e sessuale in questo modo prima di avere figli.

Molti medici scienziati e ricercatori sono d’accordo da anni sul fatto che mangiare tanto e sempre accorci la durata della vita.

Ci sono ormai diverse prove e studi che confermano questo fatto: digiuni e restrizione calorica allungano la vita delle cellule e di conseguenza anche la nostra.

E abbiamo avuto delle riprove anche senza studi scientifici, ma soltanto guardando dei dati storici.

Si è visto ad esempio in Finlandia, in Svezia e in Austria durante la guerra.

Il cibo era poco e si mangiavano soprattutto verdure, per forza di cose.

Ecco, in quel periodo le morti per tumore, arteriosclerosi e miocardite cronica (infiammazione del cuore) erano crollate.

Poi finisce la guerra, le abitudini e il cibo tornano quelli di prima e queste malattie riaumentano puntuali.

Degli esperimenti ci dicono anche che un digiuno dà come risultato un notevole livello di rigenerazione e rinvigorimento.

Cerco di spiegarti meglio come funziona.

Nel nostro corpo avvengono in contemporanea 2 processi: uno che costruisce e rinnova (anabolismo) e l’altro che disgrega (catabolismo).

Il primo prevale nei periodi di riposo (come nel digiuno) ed è un processo che rallenta con l’età.

Il secondo prevale nei periodi di attività.

Questi 2 processi insieme formano il famoso e tanto nominato metabolismo.

Il digiuno ha dimostrato di accelerare il metabolismo, soprattutto nel periodo successivo all’anabolismo.

In sostanza questa pulizia dell’organismo migliora e ripotenzia questo processo costruttivo.

Altri risultati di questo ringiovanimento generale si sono verificate in svariati casi di digiuno:

  • sensi più acuti e recupero della sensibilità,
  • vigore e forza accresciuti,
  • migliori facoltà mentali,
  • incredibile aumento delle forze funzionali,
  • occhi più brillanti,
  • aspetto più giovanile nel complesso,
  • sparizione di alcune rughe nel viso,
  • abbassamento della pressione sanguigna,
  • azione cardiaca facilitata,
  • riduzione della prostata
  • e tanti altri.

Non male eh?

Nei tanti anni – più di 40 – di servizio, Herbert Shelton ha visto tantissimi pazienti tornare in salute e mantenerla buona grazie soprattutto al digiuno.

Di questo personaggio fondamentale ti parlo a fine articolo, vedrai che fenomeno.

Per ora ti basta sapere che è una persona che ha permesso a migliaia di persone di guarire nel suo centro, non uno che parla per sentito dire o sulla base di ricerche fatte sui topi.

Ora torniamo a noi.

Nei periodi di carestie o in zone povere si parla di malattie da carenza di cibo.

La gente muore di fame.

Per i paesi come il nostro, si deve ormai parlare di malattie da eccesso.

Mangiamo troppo, oltre che male e questo ci porta comunque a morire.

Anche quando stiamo male, negli ospedali continuano imbottirci di cibo.

Su questo tema c’è un signore che già qualche anno fa aveva un’altra opinione in merito:

“più dai del cibo a una persona malata, più le nuoci”

Queste sono parole di Ippocrate, non proprio l’ultimo arrivato insomma.

E a proposito dei malati, c’è qualcun’altro che ha detto qualcosa già nei primissimi anni del ‘900:

“Ho visto casi di malati talmente deboli che sebbene mangiassero in abbondanza non erano in grado di salire le scale, e ho visto gli stessi pazienti, dopo pochi giorni di digiuno, correre su e giù per le scale.”

Queste sono parole proprio di Herbert Shelton.

Pelle, fegato, reni, cuore e circolazione trarranno enormi benefici dal digiuno.

E c’è un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione.

I benefici di un digiuno non avvengono solo a livello fisico, ma anche mentale e spirituale.

Le parole di questa poesia possono già farti intuire cosa intendo:

“Se la cassa di risonanza è piena,

Non produce musica alcuna.

Se il digiuno divampa nel cervello e nel ventre,

Dal fuoco si leva incessante una nuova melodia.

La nebbia si dirada, una fresca vitalità ti fa salire con baldanza gli scalini innanzi a te

Quando siete pieni di cibo e bevande,

Una brutta statua di metallo siede là dove dovrebbe dimorare il vostro spirito.

Quando digiunate, le buone abitudini si riuniscono come soccorrevoli amici.

E anche quando ogni volontà e controllo sono andati perduti,

Essi torneranno durante il digiuno

È una tavola imbandita di un cibo diverso,

Molto migliore della zuppa di cavolo”

Jalaluddin Rumi, poeta Sufi XIV secolo

Una mente più lucida e calma, padronanza di sé, più autostima, la consapevolezza di avere una grande forza di volontà.

Sono solo alcune delle sensazioni fantastiche che proverai durante e dopo aver finito un digiuno.

Ti parlo di queste sensazioni anche nel mio articolo sulle 10 lezioni che ho imparato in 7 giorni di digiuno.

Il digiuno, anche breve, dà inoltre indicazioni sui nostri punti deboli.

Se ad esempio ti fa male un punto in particolare, è molto probabile che sia indebolito e che ci sia qualche problema.

Hai così un’indicazione che ti permette di intervenire ed evitare futuri sviluppi di malattie.

Ma attenzione: non serve per forza digiunare per un lungo periodo.

Anche un digiuno di un giorno può tornarti estremamente utile.

Quando fai uno strappo alla regola e mangi troppo, non mangiare per un giorno ti permette di compensare.

Non fraintendermi, non può diventare un giubotto di salvataggio di cui abusare, ma una carta da giocarsi con saggezza.

Si parla sempre di rimedi naturali, di una nuova sostanza o pillola “naturale” che promette di risolvere tanti disturbi.

Ma i rimedi non esistono.

Lascia che te lo ripeta ancora: i rimedi non esistono.

Rifletti un attimo.

Cosa c’è di naturale in una pillola?

Hai mai visto alberi di pillole? O un animale che mangia grandi quantità di un solo cibo miracoloso per guarire da qualcosa?

No!

Il digiuno è l’unico vero “rimedio” naturale, l’unico modo con cui permetti all’organismo di fare quello che sa fare alla perfezione e cioè tendere verso la salute.

Correggere lo stile di vita ed eliminare le cause dei disturbi è l’unico rimedio per consentire all’organismo di fare il suo lavoro di autoriparazione.

Attenzione però.

Anche questo non è un miracolo che risolve ogni cosa e non è una scusa per fare come ti pare.

A lui va affiancata un’alimentazione sana e uno stile di vita corretto.

Il digiuno è solo metà del cammino, è uno dei mezzi che hai a disposizione per ristabilirti.

Da solo non può mantenerti in salute. 

Un buon programma alimentare completa la guarigione iniziata dal digiuno. Sono 2 ingredienti della stessa ricetta.

La ricetta per una vita in salute.

Ed è una ricetta lenta da preparare.

È un percorso in cui non ci sono palliativi né scorciatoie.

Ci vuole pazienza e costanza.

Ma sarà la ricetta più buona della tua vita.

Garantito!

So che sembrerà un concetto controintuitivo, ma anche a chi lotta contro disturbi alimentari un digiuno può fare veramente bene.

Capendo la mancanza del cibo, spesso chi ha questo tipo di disturbi riesce a risolverli imparando di nuovo la giusta importanza da dare a quel che si mangia.

E se ancora fai parte dei fumatori, c’è un’altra buona notizia per te…

Essendo i sensi molto più ricettivi durante i digiuni, tanti fumatori smettono naturalmente perché il solo odore è insopportabile mentre si digiuna.

Certo, c’è chi riprende, ma potresti sfruttare questo periodo per non riprendere mai più.

Un’altra cosa portata dal digiuno che sembra un paradosso è questa:

si è dimostrato che il digiuno migliora il rachitismo e il metabolismo del calcio. E nei casi di anemia, durante il digiuno, il numero dei globuli rossi aumenta.

Ecco invece una serie di disturbi che Shelton e altri suoi colleghi riportano di aver visto guarire – anche con brevi digiuni:

eczema cronici, orticaria cronica, ulcere varicose, ulcere gastriche e duodenali, asma, artrite, coliti, sinusite, bronchite, psoriasi, ogni genere di disturbo digestivo, calcoli urinari e biliari, noduli alle mammelle, emicranie, acidosi, epilessia, miglioramento nella vista, con conseguente eliminazione di occhiali, recupero occasionale dell’udito in orecchie che erano state sorde per anni e tante altre.

Capito di che potenza stiamo parlando?

Ippocrate: “il digiuno purifica l’organismo”

“Il medico deve imparare dalla natura”

Perché sarebbe sopravvissuta nei secoli questa pratica se non fosse utile?

Lo hai appena visto.

Ma quanti tipi di digiuno esistono?

È proprio ciò che stiamo per vedere.

Tipi di digiuno: diversi modi per diversi scopi

digiuno ad acqua e digiuno secco

Un percorso di digiuno può essere intrapreso in diversi modi. Non ce n’è uno solo.

Lo possiamo dividere in 2 sottoinsiemi: il digiuno ad acqua e il digiuno a secco.

Il digiuno ad acqua è quello “classico” di cui ti ho parlato ad inizio articolo.

Niente cibo, acqua a volontà.

Il digiuno a secco è invece un digiuno in cui non si beve neanche acqua.

Se pensi che sia una follia aspetta ancora un attimo, ti racconterò un’esperienza personale a riguardo.

Questo tipo di digiuno può essere affrontato a sua volta in 2 modi: soft (morbido) e hard (duro).

In quello morbido non si beve acqua ma ci si può entrare in contatto, ad esempio lavandosi.

In quello duro, non si tocca nemmeno l’acqua e quindi non ci si lava 😱

Aspetta, molto probabilmente so cosa stai pensando.

Ti sembra troppo estremo? Che senso ha evitare anche di lavarsi?

Mi sento di tranquillizzarti.

Io stesso ho fatto un digiuno a secco duro e sono qui a scrivere quindi non uccide 😁

Ci sono delle ragioni molto valide per scegliere questo tipo di digiuno.

Intanto molti riferiscono di aver trovato più semplice il digiuno a secco per quanto riguardo l’intensità con cui sentivano la fame.

In effetti pensa a quando normalmente hai fame e senti un buco allo stomaco.

Se non hai cibo a disposizione ma solo acqua, è molto probabile che dopo aver bevuto sentirai ancora più fame.

E poi, preciso che questo digiuno viene fatto per scopi specifici.

Ad esempio nel caso di infezioni.

Questo perché i batteri hanno bisogno di umidità, di acqua per vivere.

Togliendola del tutto gli stiamo dicendo che non c’è più posto per loro, non c’è più nutrimento e l’unica cosa che gli resta da fare è andare via.

A questo proposito voglio raccontarti la mia esperienza.

Avevo delle infezioni con cui combattevo da più di un anno.

Mi è toccato anche prendere degli antibiotici – mio malgrado, ma niente funzionava.

 Così, dopo aver studiato a fondo ed essermi preparato per bene, ho preso una decisione.

Ho deciso di iniziare un digiuno di 7 giorni ma non solo.

In quel digiuno ho affrontato le prime 82 ore (3 giorni e mezzo), con un digiuno a secco duro.

Mi sono preso gli insulti di tante persone, ma…

Ha funzionato!

Dopo pochi giorni dalla fine del digiuno ho fatto le analisi e non c’era più ombra di infezioni.

Questo tipo di digiuno è particolarmente efficace anche nel caso di infiammazioni, cisti uterine, affaticamento cronico, asma bronchiale, colon irritabile e non solo.

Su questo tipo di digiuno, il massimo esperto è il dottor Sergej Filonov che ha scritto molto a riguardo e ha visto guarire veramente tanti pazienti da diverse patologie, supportato da questa pratica (ti riparlerò di lui a fine articolo).

Ok, come avrai capito supporto la pratica del digiuno, ma lo consiglio a tutti?

Te lo dico subito.

Quando fare un digiuno: chi dovrebbe e chi non dovrebbe farlo?

Quando fare un digiuno: chi dovrebbe e chi non dovrebbe farlo?

Magari leggi qualcosa sul digiuno, ti intriga, hai qualche piccolo disturbo e così ti incuriosisce vedere se può aiutarti.

“Lo faccio o non lo faccio?”

La decisione deve andare al di là dei disturbi e dei sintomi che vuoi risolvere e per cui un digiuno può essere efficace.

Dovresti intraprendere un digiuno quando ti senti pronta/o, quando senti che è il momento giusto per farlo.

Quando hai studiato abbastanza al riguardo e sai bene cosa stai facendo.

Quando è un buon momento in cui lo stress e la vita frenetica puoi riuscire a metterli da parte per qualche giorno.

Quando puoi dedicarti a te, alla tua salute, al tuo benessere, quando concederti un po’ di riposo non diventa un’impresa eroica.

Anche le persone che ti circondano devono essere almeno pronte a fartelo vivere con calma, senza metterti inutili pressioni addosso e senza remarti contro.

Lo so, non è semplice, ma è dannatamente importante.

Io ho impiegato un mese a far capire a mia madre e a mia sorella che non avevo deciso di morire di fame 😊, ma che un digiuno terapeutico era la cosa giusta da fare per stare meglio.

A tutte le altre persone che non avrebbero capito sul momento, ho solo detto che per una settimana sarei stato molto impegnato, aspettando di dirgli cosa avevo fatto una volta finito e con i risultati delle analisi in mano.

Lo stato mentale, l’ambiente e le persone che ti circondano sono ingredienti fondamentali almeno quanto la preparazione fisica che dovrai fare.

Per quanto riguarda la preparazione fisica appunto, ne parliamo tra un attimo, ma prima devo precisare una cosa

Chi non dovrebbe fare un digiuno?

Se hai o hai avuto patologie particolari, se sei incinta o se c’è qualsiasi cosa che ti fa venire il dubbio di non poter fare un digiuno in sicurezza, allora non dovresti farlo.

In alcuni casi il digiuno fa più male che bene.

E anche il peso gioca un ruolo importante: se sei già sottopeso dovresti pensare di mettere su un po’ di ciccia prima di iniziare un digiuno (magari aumentando le calorie con alimenti come frutta secca, cocco, avocado).

Ora ti parlo di come ci si prepara ad un digiuno così capirai meglio se fa per te o se non è ancora il momento.

Ricorda che la salute è un percorso continuo, non serve forzare perché non si arriva mai alla meta.

Perché semplicemente la meta non esiste.

È un viaggio continuo che devi imparare a goderti.

Il passo con cui si procede non è l’elemento fondamentale, la direzione che si sceglie di tenere lo è!

Adesso vediamo cosa fare prima di iniziare un digiuno per poterlo affrontare al meglio.

È una fase molto importante, ti consiglio di prestare molta attenzione a ciò che stai per leggere.

Come prepararsi al digiuno

come prepararsi al digiuno

È importante dirti che non puoi decidere dall’oggi al domani di iniziare un digiuno di più giorni.

Va fatta una dieta preparatoria, magari alternata a brevi digiuni.

Una dieta che inizi a pulire il corpo, a disintossicare e a liberare l’organismo.

Anch’io l’ho fatto.

Ho seguito una dieta crudista di 4 settimane e diversi digiuni di 1 o 2 giorni prima di iniziarlo, nonostante la mia alimentazione fosse già piuttosto buona.

Di come si porta avanti una dieta crudista non posso parlartene qui perché ci vorrebbe un altro mega articolo a parte, ma intanto hai un’indicazione su come avvicinarti ad un digiuno.

Bisogna inoltre conoscere bene il proprio corpo prima di affrontarlo.

Imparare, ad esempio, a capire quando ciò che sentiamo è vera fame o solo appetito.

Imparare a capire i fastidi che sentiamo e come il corpo reagisce alla nostra alimentazione.

Ma la vera e più importante preparazione la fai a livello mentale ed emotivo.

Liberarti da tutte le ansie e paure legate al digiuno stesso.

Convincerti fermamente che stai per fare qualcosa di super benefico per te.

Capire veramente perché si fa un digiuno e cosa puoi ricavarne.

Questo è il giusto stato con cui puoi iniziare questa meravigliosa esperienza!

Parliamo adesso di cosa si fa durante i giorni di digiuno e di cosa succede al tuo corpo.

Cosa fare e cosa succede durante il digiuno?

bagni di sole per prendere energia durante un digiuno

Durante il digiuno, con quella che viene chiamata chetogenesi, il corpo smantella i grassi per trarne energia.

Sostituisce così il glucosio, che usa di solito come carburante, e salva i muscoli, lasciando stare le proteine – che gli darebbero meno della metà delle energie che gli danno i grassi.

Durante un digiuno è bene fare attività fisica leggera.

Una passeggiate nella natura, un po’ di yoga o esercizi di respirazione vanno più che bene, specie se il digiuno sarà abbastanza prolungato.

Meditare, scrivere, leggere, fare piccoli lavori manuali o giochi di intelletto fa bene, tiene la mente attiva, non fa annoiare e non fa concentrare troppo sulla fame.

Succede spesso che ad inizio digiuno ti senti meglio di quando mangi.

Dopo un po’ può invece succedere che ti senti male per via delle tossine.

Come ti ho detto prima, vengono reimmesse nella circolazione per poi essere eliminate.

Fino ad allora sentirai malessere generale, fisico e di umore.

Chi è molto “sporco” se digiuna troppo a lungo rischia di auto avvelenarsi e soffocare l’organismo coi troppi scarti reimmessi in circolo (per questo è importante la fase di preparazione).

Se quindi il malessere che si sente è troppo, bisogna interrompere il digiuno e dare all’organismo nuove sostanze vitali per contrastare le tossine.

Stanchezza, mal di testa, irritabilità e tachicardia sono cose che possono verificarsi, ma nella maggior parte dei casi durano poco o sono di lieve entità.

Anche delle palpitazioni brevi possono verificarsi, se il polso è troppo irregolare è preferibile far finire il digiuno.

Alcune persone invece si sentiranno piene di forza, energia e lucidità fin da subito.

Una cosa molto importante da fare è evitare fattori di stress durante il digiuno.

Questo per salvaguardare le risorse.

Ovviamente questo nei limiti del possibile, ma telegiornali e radio pieni di brutte notizie o discussioni inutili sono alcune delle cose da evitare (e, a mio avviso, sarebbero da evitare sempre).

Riposarsi molto a letto per risparmiare le energie è un’altra cosa che facilita l’eliminazione delle tossine e la riparazione dell’organismo.

Così come tenere una temperatura giusta, né calda né fredda, evita sprechi di energie.

Quindi quando fai la doccia, usa acqua tiepida e non starci troppo.

Chi soffre di insonnia in genere dorme di più durante il digiuno, mentre chi di solito non ha problemi potrebbe anche succedere che dormirà poco.

Nel mio caso ad esempio, sono una persona che lotta con problemi di sonno da anni, ma che durante il digiuno dormiva come un angioletto.

Parliamo ora invece dell’idratazione.

Quanto bisognerebbe bere durante un digiuno?

Bere molto fa sicuramente bene, ma se proprio non ne hai voglia, non forzare.

Meglio farlo solo quando si ha sete e quando compaiono sintomi come mal di testa, vertigini o urine troppo scure e, in generale, quella che viene chiamata “crisi da disintossicazione”.

La crisi da disintossicazione è appunto quando si sente un malessere generale, dato dalle tossine in circolo e che, di solito, sparisce dopo non molto.

A livello di energia c’è un elemento super importante: i cosiddetti bagni di sole.

Esporre cioè più pelle possibile al sole diretto. Fanno un gran bene e ricaricano l’energia.

I raggi solari sono un fattore nutritivo essenziale nell’alimentazione, sia delle piante, sia degli animali e sono di grande aiuto durante un digiuno.

Ricordati però di farli quando il sole non è troppo caldo (tipo a mezzogiorno) ed evita esposizioni troppo lunghe (tipo 3 ore di fila).

Alzarsi lentamente dal letto e restare per un po’ seduti sul bordo ti aiuta ad evitare le vertigini.

Se ci si sente piuttosto deboli, è meglio fare attività un po’ più dispendiose, come lavarsi, nel pomeriggio, quando l’eliminazione delle tossine rallenta.

I rifiuti in circolo possono fermentare e portare a gas intestinali che causano dolore.

Qualche massaggio sul ventre, dormire a pancia in giù o fare un clistere aiutano a stare meglio.

La debolezza è normale e, nella maggioranza dei casi, non è dovuta alla mancanza di cibo, bensì alla condizione di intossicazione dell’organismo.

Quando però non si riesce più a camminare è il caso di interrompere.

Altre cause della debolezza sono l’inattività che c’è durante quei giorni e il rilassamento generale del corpo.

Il cuore rallenta i battiti, anche circolazione e respirazione vengono rallentate. Le ghiandole del corpo riducono la loro attività.

Insomma, l’organismo è intelligente, capisce che gli stiamo dando la rara possibilità di riposarsi e cerca di sfruttarla al massimo.

Avremmo tanto da imparare dall’organismo!

Ora un appunto su un tema che puzza 😁

È molto probabile che avrai un alito cattivo, ma niente paura, è solo un altro segno di eliminazione.

Oltre alla lingua che diventerà molto bianca, potresti sentire un sapore cattivo in bocca e i denti impastati.

Tornerà nella norma dopo qualche giorno o quando interromperai il digiuno.

Quando c’è l’eliminazione di tanta roba, si possono affaticare i reni e potresti provare un po’ di dolore.

Nulla meglio del digiuno aumenta l’azione dei reni senza danni collaterali.

Bere molto aiuterà, ma se i dolori continuano troppo e sono forti è meglio interrompere.

Considera anche la possibilità di avere un po’ di febbre.

Anche qui, nulla di preoccupante se non è alta e dura poco. Ti basterà bere di più e riposarti.

Pesarsi ogni giorno del digiuno alla stessa ora è importante per controllare quanto peso si perde e quando è il caso di interromperlo.

I primi giorni sono quelli in cui si cala di più, poi di solito c’è un rallentamento.

La pipì, anche se è chiara quando inizi il digiuno, dopo un giorno può diventare già molto scura e dall’odore forte.

Continuando con il digiuno ad acqua e quindi liberandosi delle tossine, tornerà chiara.

Ora ti sto per parlare di un punto di un’importanza enorme quando si parla di digiuno.

Sì, perché hai capito cos’è, quanto fa bene, come ci si prepara e cosa si fa durante.

Ora viene però il momento di interrompere il digiuno e tornare a mangiare.

Il modo in cui lo fai può far sì che i benefici del digiuno vengano mantenuti, amplificati o annullati.

Continua quindi a leggere per completare il quadro.

Come e quando interrompere un digiuno?

come e quando interrompere il digiuno

Tieni a mente un concetto fondamentale quando si parla di digiuno (o digiuno terapeutico che sia).

La ripresa dell’alimentazione è fondamentale per non vanificare i benefici del digiuno.

La durata del digiuno puoi anche prefissartela te.

Ma alla fine dipende sempre dalle tue condizioni, dalla tua vitalità e da come vanno i giorni in cui digiuni.

Se perdi troppo peso e cammini facendo una gran fatica, anche se sei nel 4° giorno di digiuno e avevi in mente di farne 7, devi affidarti al buon senso ed interrompere.

Tornando per un attimo al discorso lingua.

Considerala come uno specchio.

Uno specchio che riflette le tue condizioni interne, specialmente quella intestinale.

La spessa patina che si forma mentre digiuni ti dice quanto il tuo organismo è congestionato e intasato di tossine.

Che succede però?

Succede che non sempre si può digiunare finché la lingua torna pulita.

Ci possono volere svariati digiuni, alternati ad un’alimentazione sana per poter pulire a fondo l’organismo.

Specie se il tuo vecchio stile di vita era piuttosto scorretto.

Quando si interrompe il digiuno la lingua si può ricolorare molto.

Questo perché hai dato nuove risorse all’organismo per continuare l’eliminazione.

Continua a mangiare sano, con una grossa dose di crudo – o mangiando del tutto crudo per ancora qualche giorno – e vedrai che tornerà normale nel giro di poco.

Quando il calare del peso si è fermato stabilmente, è un altro indicatore che è ora di interrompere il digiuno.

Appena interrompi il digiuno, dovresti evitare cibi concentrati come possono essere patate o frutta secca.

Evita di mangiare troppo subito dopo e non avere fretta nel riprendere i ritmi e le quantità normali.

Nei digiuni lunghi, è come se la flora batterica andasse in letargo.

Anche per questo bisogna farla riprendere piano piano e non darle subito cose difficili da digerire.

Il primo alimento che si mangia per interrompere il digiuno dev’essere qualcosa di cui hai voglia.

Se ascolti per bene il tuo corpo, ti dirà esattamente di cosa ha più bisogno in quel momento.

Un estratto appena fatto, magari di frutta e verdura a foglie verdi, o un frutto succoso come il melone, sono ottimi modi di interrompere il digiuno.

Mangiali o bevili lentamente tenendoli a lungo in bocca per favorire la salivazione.

Assapora al massimo e senti come sapori che hai sentito mille volte ora ti sembrano diversi.

Più buoni, più accesi (è la lezione numero 10 che ho appreso dal digiuno).

Evita, appena riprendi l’alimentazione, l’uso di sale e spezie. L’organismo è molto più sensibile e gli darebbero fastidio.

Tante persone fanno questo errore e l’organismo si ribella subito.

Finiscono per riprendere nei primissimi giorni in cui rimangiano più chili di quanti ne abbiano persi durante il digiuno e a risentirsi subito appesantite.

Col digiuno potrebbe anche formarsi una specie di tappo che rende difficile andare di corpo (a me non è successo).

Non sforzare troppo, aspetta un paio di giorni ed eventualmente ricorri ad un clistere.

Considera che questa ripresa dell’alimentazione dovrà durare in linea di massima la metà dei giorni del digiuno che hai fatto.

Mi spiego meglio.

Se ad esempio digiuni per 4 giorni, poi segui questa alimentazione di passaggio per circa 2 giorni.

Ora voglio dedicare un paragrafo a chi non ha mai fatto un digiuno e vuole avvicinarsi a farlo e a chi ancora non sente sia il momento.

Se ti ritrovi in una di queste 2 situazioni, il prossimo paragrafo è per te.

Un buona notizia se ancora non te la senti di fare un digiuno

alternative al digiuno

Se ti senti ancora troppo distante a livello di preparazione mentale o fisica dal poter affrontare un digiuno, ho qualcosa per te…

Ci sono infatti altre strade che puoi prendere per trarre benefici minori, ma simili a quelli di un digiuno terapeutico di più giorni.

Puoi decidere di usare queste strade per avvicinarti piano piano ad un digiuno di più giorni o semplicemente per fare qualcosa di buono per la tua salute e il tuo corpo.

Aspetta però, non voglio deluderti.

Non sto per venderti un rimedio universale.

Non ti sto per parlare di trucchetti miracolosi o di dieta che mima il digiuno.

Non si mima niente, si parla sempre di abitudini buone, naturali e sane.

So che questa prima cosa che sto per dirti va a toccare un’abitudine fortemente radicata in molte persone, ma dammi qualche riga per spiegarmi.

Un primo passo che ti consiglio di fare è saltare la colazione.

Esatto, niente cornetto, fette biscottate, cappuccini e quant’altro.

Ma perché dovresti smettere di fare colazione?

Saltare la colazione permette al processo di eliminazione che avviene la notte di continuare ancora qualche ora.

Come saprai, in inglese colazione si dice breakfast. Break sta per interruzione e fast per digiuno.

La colazione, appunto, interrompe il digiuno iniziato dopo la cena del giorno prima.

Saltandola permetti all’organismo di continuare a pulirsi ed essenzialmente fai quello che viene chiamato digiuno intermittente.

Ipotizzando che la sera finisci di cenare alle 21 e a pranzo inizi a mangiare alle 13, farai in questo modo 16 ore di digiuno ogni giorno.

Lascerai quindi una finestra di 8 ore in cui mangiare.

Sono stati fatti un sacco di studi che dimostrano l’efficacia di questa pratica nel combattere l’invecchiamento e nel prevenire tutta una serie di patologie.

In più la tua produttività durante la mattina sarà più alta e ti sentirai molto meglio a livello mentale non avendo nessuna faticosa digestione da svolgere.

So cosa potresti pensare: “Riccà, ma se non faccio colazione casco a terra, non reggo fino a pranzo”.

Mi dispiace ma mi sento di smentirti anche qui.

Da piccolo ero un gran sostenitore della colazione come “pasto più importante della giornata” ed era forse quello da cui assumevo più calorie.

Abituarmi a non farla più non è stato veloce come processo, ma ti assicuro che ora mi sento molto meglio e la mattina sto una favola.

All’inizio potresti sentire disagi dovuti all’abitudine di fare colazione.

Il tuo corpo deve solo uscire da questa sorta di dipendenza e poi starai una favola anche tu.

Prova, resisti qualche giorno e vedrai.

Ora ti do qualche consiglio che mi ha aiutato ad eliminare gradualmente la colazione.

All’inizio continua a farla, ma sostituisci quello che mangiavi di solito con frutta o un succo fresco (intendo un frullato o un estratto, non i succhi confezionati).

Oppure puoi continuare con la bevanda che di solito bevi a colazione. Magari è il caffè, continua quindi a berlo, ma non mangiare nulla.

Continua qualche giorno così, poi passa a frutta o succo.

Continua mangiando la frutta o bevendo un succo per qualche altro giorno, diminuendo pian piano le quantità, fino a smettere.

D’ora in poi quando ti sveglierai, bevi acqua a volontà o anche acqua e limone.

Nient’altro.

Vedrai già che cambiamento!

Il digiuno intermittente ha veramente tanti benefici che noterai in pochi giorni.

Dopo un po’ di tempo che hai preso questa nuova abitudine del saltare la colazione, puoi provare un digiuno di 24 ore.

Come?

Ti consiglio 2 modi:

1 – da pranzo a pranzo, quindi pranzi, poi salti cena e colazione e rimangi a pranzo del giorno dopo

2 – da cena a cena, quindi ceni, salti colazione e pranzo e rimangi a cena del giorno dopo

Se questo percorso ti piace e ti fa sentire bene, puoi poi scegliere di iniziare una dieta disintossicante mangiando solo cibo crudo per un certo periodo (durante la stagione calda è il momento migliore).

Finché non scriverò un articolo dedicato, se decidi di mangiare in questo modo puoi scrivermi e sarò felice di aiutarti.

Questa alimentazione puoi alternarla a digiuni di un giorno o passare ad un digiuno di 2 giorni, poi di 3 e via così fino ad arrivare ad un digiuno prolungato.

Solo se vorrai ovviamente.

Arrivando al digiuno in questo modo non sarà un’esperienza troppo forte.

Nel frattempo migliori la qualità del tuo sangue e non reimmetti troppi veleni tutti insieme in circolo, abbassando la possibilità di provare malessere durante il digiuno prolungato.

Altre vie alternative per migliorare la salute sono periodi che vengono chiamati di semi digiuno.

Durante questi periodi ti alimenti a sola frutta, o con frullati ed estratti.

In questo modo perdi peso, disintossichi l’organismo e la salute migliora, ma non è un digiuno.

Bene, direi che di cose sul digiuno ne hai imparate più che a sufficienza.

Ti lascio ora a 2 bonus che ho deciso di regalarti alla fine di questa guida.

Il secondo bonus riguarda invece qualche ricerca scientifica fatta in tema digiuno, così se vuoi puoi soddisfare la tua curiosità e verificare che tutto quello che di bello ti ho raccontato ha effettivamente riscontro.

Ne ho messa qualcuna come esempio, ma ne esistono veramente tantissime.

Se vuoi leggerne altre, ti basterà cercare su Google e ne troverai senza difficoltà.

Bonus #1 – 4 personaggi da conoscere a proposito di digiuno

Il primo bonus riguarda dei personaggi che, in tema di digiuno, sono dei maestri assoluti e da cui ho imparato tanto studiando i loro libri mentre mi preparavo ai miei 7 giorni senza cibo.

Conosciamoli…

1 – Arnold Ehret

Arnold Ehret è nato nel 1866.

Anche il padre e il nonno erano medici.

Nella sua clinica in Svizzera riuscì a guarire tantissime persone (molte dichiarate incurabili dai medici tradizionali).

Dedicò tutta la sua vita a questa missione umanitaria

Insieme a tantissime pubblicazioni, elaborò il suo “sistema di guarigione della dieta senza muco”.

Ehret fece diversi digiuni pubblici.

Questo perché all’epoca faceva scalpore quello che stava riuscendo a fare.

In molti suscitava scetticismo, invidia e voglia di buttarlo giù.

In 14 mesi fece digiuni pubblici di 21, 24, 32 e 49 giorni in Germania.

L’ultimo di questi fu il record mondiale e lo fece sotto la supervisione scientifica di funzionari del governo e controllato dai medici, attentissimi nel cercare di trovare difetti, problemi o inganni.

In uno dei suoi libri racconta che dopo un digiuno di 7 giorni camminò con un suo amico per 56 ore di fila – senza dormire – nel nord Italia, facendo prima di ciò solo una pasto di un chilo di ciliegie.

Dopo 16 ore di camminata, racconta, fece 360 ripetizioni tra piegamenti sulle ginocchia ed estensioni delle braccia per verificare quanto ancora il suo corpo potesse spingersi e quanto il digiuno rinvigorisca e non indebolisca.

Tutte queste grandiose imprese le fece dopo che i medici lo dichiararono incurabile a causa della tubercolosi, di cui il padre e fratello erano morti.

2 – Albert Mosséri

Nato nel 1925 a Il Cairo.

Dopo una formazione scientifica si avvicina all’igienismo e quindi all’uso di mezzi naturali per agire sulle cause invece che sui sintomi come faceva – e fa tutt’ora – la medicina tradizionale.

Nel 1961 si trasferisce in Francia per continuare con la diffusione dell’igienismo.

Nel corso della sua vita ha pubblicato più di 20 opere e nella sua casa di cura ha seguito più di 4.000 digiunatori per risolvere patologie, disturbi e problemi di ogni tipo.

La sua opera di diffusione di questi principi è stata molto importante anche in Italia.

3 – Herbert Shelton

È stato uno dei maestri di Mosséri e ha influenzato pesantemente il movimento Igienistico, di cui è probabilmente il personaggio di spicco.

Nasce nel 1895.

Dopo la laurea in discipline igienistiche verifica subito gli errori dei sistemi terapeutici e si avvicina così all’igiene naturale fin da giovane.

Ha condotto un numero enorme di digiuni lui stesso.

 Uno di questi digiuni è arrivato addirittura a durare 90 giorni!

Ha avuto una sua istituzione che ha diretto per più di 50 anni, curando migliaia di persone e insegnando a persone di tutto il mondo a vivere in salute e a digiunare.

Ha scritto circa 40 libri e ha curato e scritto per l’Hygienic Review, fondata nel 1939.

Un vero pioniere instancabile a cui chiunque sente vicina questa filosofia di vita deve davvero molto.

4 – Sergei Filonov

Sergei Ivanovich Filonov è un dottore con più di 20 anni di esperienza nel digiuno. Dirige ancora il suo centro in Russia e ha scritto diversi libri sul digiuno.

In particolare sul digiuno a secco, campo in cui, come detto prima, è con ogni probabilità il massimo esperto in circolazione.

Bonus #2 – 5 ricerche scientifiche sul digiuno

Il secondo bonus riguarda invece qualche ricerca scientifica fatta in tema digiuno, così se vuoi puoi soddisfare la tua curiosità e verificare che tutto quello che di bello ti ho raccontato ha effettivamente riscontro.

Ne ho messa qualcuna come esempio, ma ne esistono veramente tantissime.

Se vuoi leggerne altre, ti basterà cercare su Google e ne troverai senza difficoltà.

Per leggere le ricerche originali ti basta cliccare sul titolo di ognuna.

1 – Starvation in man

Cahill GF Jr. ,Clinics in Endocrinology Metabolism 1976 Jul; 5(2): 397-415

Su come il corpo si adatta velocemente nell’utilizzare i grassi come carburante al posto del glucosio.

2 – Usefulness of routine periodic fasting to lower risk of coronary artery disease in patients undergoing coronary angiography.

Horne BD, May HT, Anderson JL, Kfoury AG, Bailey BM, McClure BS, Renlund DG, Lappé DL, Carlquist JF, Fisher PW, Pearson RR, Bair TL, Adams TD, Muhlestein JB; Intermountain Heart Collaborative Study.

Am J Cardiol. 2008 Oct 1;102(7):814-819. doi: 10.1016/j.amjcard.2008.05.021. Epub 2008 Jul 10.

Il digiuno associato ad un minor rischio di malattie delle arterie coronarie.

3 – Interleukin-6, C-reactive protein and biochemical parameters during prolonged intermittent fasting.

Aksungar FB, Topkaya AE, Akyildiz M

Annals of Nutrition and Metabolism. 2007;51(1):88-95. Epub 2007 Mar 19.

I risultati di questo studio mostrano come un digiuno intermittente prolungato – come avviene ad esempio nel Ramadan – abbia alcuni effetti positivi nell’abbassare l’infiammazione del corpo e sui rischi di malattie cardiovascolari.

4 – Effects of intermittent fasting on serum lipid levels, coagulation status and plasma homocysteine levels.

Aksungar FB, Eren A, Ure S, Teskin O, Ates G

Annals of Nutrition and Metabolism.  2005 Mar-Apr;49(2):77-82. Epub 2005 Mar 29.

Dalle loro ricerche si conclude che il digiuno potrebbe avere effetti benefici sui marcatori di rischio emostatico per le malattie cardiovascolari.

5 – In pursuit of healthy aging

Heather Weir, William Mair, Harvard Chan School

Uno studio sul digiuno intermittente per dimostrare che allunga la vita e fa invecchiare meglio.

Conclusione

Bene, siamo arrivati alla fine di questo viaggio attraverso il mondo del digiuno.

Spero tanto che le informazioni che hai letto in questa guida ti aiuteranno a goderti al meglio questa fantastica esperienza.

Se invece non senti ancora di voler affrontare un digiuno, spero almeno che trarrai beneficio dai consigli che ti ho dato per poter depurare il tuo organismo.

Mi faresti un regalo enorme se cliccassi su uno dei tasti in fondo all’articolo per condividere questa guida con chi vuoi, potrebbe essere utile a tante persone che conosci!

Ti mando un abbraccio,

Riccardo.

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