agricoltura biologica: è veramente la scelta migliore per la tua salute?
Riccardo Zefelippo

Riccardo Zefelippo

Agricoltura biologica: è veramente la scelta migliore per la tua salute?

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È tutto contaminato o esistono anche cibi più sicuri?

E se esistono, come li trovo?

Il biologico è veramente più sicuro?

Ci si può fidare?

In questo articolo ti voglio parlare un po’ di un argomento che accende sempre molti dibattiti: l’agricoltura biologica.

Sia dell’agricoltura biologica in Italia, sia di ciò che c’è dietro a livello mondiale.

Ti racconterò quelli che, secondo la mia idea, sono gli enormi benefici in termini di salute per te e per l’ambiente, che si traggono abbracciando questo tipo di agricoltura e consumando regolarmente prodotti biologici.

Vedrai la spiegazione dell’espressione “agricoltura biologica”, le molte differenze con l’agricoltura di tipo convenzionale, gli inganni che ci sono al riguardo, la questione del prezzo e in più qualche consiglio su come avere la certezza di acquistare qualcosa di sano e naturale.

Ready? Andiamo!

Agricoltura biologica: di cosa si parla?

Un’agricoltura biologica, è un’agricoltura di tipo sostenibile che permette di salvaguardare la biodiversità.

Si basa sulla naturale fertilità dei terreni, senza eccessivi sfruttamenti.

Per aiutare i terreni ad essere fertili, vengono utilizzati metodi naturali e materiali organici.

L’utilizzo di sostanze di sintesi chimica e organismi geneticamente modificati non è ammesso.

Per spiegare meglio i vari termini usati in questa definizione:

Sostenibile

sostenibilità ambientaleNel senso che è un tipo di produzione che può essere mantenuto nel tempo, senza danneggiare l’ambiente, senza compromettere la qualità dei prodotti e senza compromettere la fertilità dei terreni.

L’uso intensivo dei terreni porta ad un impoverimento tale da arrivare a desertificazione.

In seguito a ciò occorre trovare nuovi terreni e irrigarli da capo, con una spesa in termini di acqua, di foreste distrutte e di soldi, enorme.

Salvaguardare la biodiversità

Intesa come il preservare la diversità delle specie animali e vegetali.

I metodi tradizionali stanno arrecando molti danni in questo senso.

Pesticidi, diserbanti e compagnia bella allontanano le specie, uccidono quelle esistenti e ne distruggono l’habitat.

L’agricoltura biologica invece favorisce le diverse specie, sia batteri (utili ai terreni), che piante (anche selvatiche, che comunque ospitano altre specie), che animali.

Questo non può che essere un bene per la natura e per l’intero pianeta.

Fertilità dei terreni

Che viene preservata evitando uno sfruttamento intensivo come avviene con i metodi convenzionali.

Sfruttando i terreni, questi si impoveriscono e oltre a rese peggiori (se non si intervenisse pesantemente con prodotti chimici) danno anche cibi di scarsa qualità perché non hanno più nessun nutriente da poter assorbire dal terreno.

Ecco uno dei motivi che fa sì che frutta e verdura non abbiano più l’odore e il sapore che avevano un tempo.

Il fatto che vengano criticate le minori rese dei terreni coltivati con metodi biologici è falsa e priva di fondamento.

Quando un terreno convenzionale viene convertito, è dimostrato come all’inizio ci sia un calo della produttività, ma poi col tempo e con metodi naturali può anche arrivare a produrre più di prima, non dimenticandosi mai che comunque la qualità dei prodotti è di gran lunga migliore.

Rotazione delle colture, concimi naturali come letame compostato o piante e minerali che arricchiscono i terreni.

Questi sono i metodi usati dall’agricoltura biologica, che salvaguardano l’ambiente e la nostra salute.

fertilità dei terreniAlcune piante come quelle dei legumi, ad esempio, migliorano la fertilità dei terreni in modo naturale, liberando azoto e altri elementi nel terreno che contribuiscono ad arricchirlo.

In più consentono al terreno di trattenere più acqua e fanno aumentare batteri e funghi (che non sono un male come si può pensare dai nomi, sono indispensabili).

Prima di continuare, ti chiedo se stai trovando ciò che leggi interessante, di cliccare qui sotto e regalarmi tanta soddisfazione 🙂

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Grazie davvero, andiamo avanti!

Organismi geneticamente modificati

Con tutta questa faccenda degli OGM, è come se si giocasse a fare gli dei.

Si sta provando a sostituirsi alla natura, mettendo i bastoni tra le ruote a delicati equilibri.

È come un grande esperimento che si sta svolgendo su di noi, che ne siamo spesso anche inconsapevoli.

E la cosa peggiore è che di questo esperimento non si sanno ancora minimamente gli effetti a lungo termine.

Come motivazione del loro impiego, provano a convincerci che sia la scelta giusta, mettendo in mezzo la fame nel mondo e il fatto che gli OGM possano risolvere questo problema.

Non è proprio così.

Benché non sia l’allevamento l’argomento centrale di questo articolo, non posso non aprire una parentesi al riguardo.

Riducendo gli sprechi e i terreni usati per gli allevamenti intensivi destinati alla produzione di carne e riconsegnandoli all’agricoltura, il cibo basterebbe per sfamare anche più di un pianeta e si consumerebbe inoltre moltissima meno acqua.

Provo a dimostrartelo.

Per fare un rapido esempio, è stato stimato (dati presi da Waterfootprint) che per produrre un kg di carne di manzo, vengano impiegati 15.415 litri d’acqua.

Lo scandisco meglio quindicimilaquattrocentoquindici litri per un solo chilogrammo di carne!

Per un kg di patate ne vengono impiegati invece 287 di litri e per un kg di riso 2.497 litri (il consumo non varia comunque molto tra tutti i cereali e legumi, si va dai 1000 ai 3000 litri circa).

Mi pare un discreto risparmio no?

E senza considerare l’impatto (enorme) sull’inquinamento e sulla distruzione di foreste per avere nuovi terreni da impiegare.

goccia d'acqua, paesi senza acqua potabileÈ anche piuttosto immorale e scorretto consumare così tanta acqua per produrre cibo considerato che arriva quasi ad un MILIARDO il numero di persone nel mondo che non hanno acqua potabile e che soffrono la fame!

È stato fatto un calcolo in base al quale, adottando una dieta a base prevalente di vegetali e senza spreco di risorse, può essere sfamata una popolazione di 5 volte quella della Terra!

Ancora sicuri che l’OGM sia la soluzione ai problemi di fame nel mondo?

Gli OGM sono, tra l’altro, un’altra minaccia alla biodiversità perché modificando il DNA di alcune specie con l’obiettivo di farle diventare più forti e produttive, le altre vengono abbandonate e se ne stanno perdendo già molte.

Qualcosa di simile è successo al grano, e te ne parlo qui.

Altro pericolo del loro aumento è il fatto che si inneschi un circolo vizioso.

Si ottengono prodotti sterili, se fai caso molta frutta e verdura non ha semi e quindi senza l’impiego di chimica e ancora di OGM non si potrebbero rinnovare le colture.

Vuoi sapere un’altra presa in giro relativa alla quantità di cibo che sfamerebbe tutti?

Ebbene parte dei raccolti non viene commercializzata e va sprecata, questo per far sì che i prezzi restino alti.

Concetti base dell’economia insegnano che se l’offerta aumentasse troppo rispetto alla domanda, i prezzi calerebbero.

E questo l’industria non lo vuole affatto.

Sostanze di sintesi chimica

Si parla principalmente di fertilizzanti usati per sopperire all’impoverimento dei terreni e di pesticidi e insetticidi usati per uccidere ogni possibile minaccia ai raccolti.

I prodotti ottenuti si portano dietro queste sostanze schifose, che finiscono nel nostro piatto e quindi nel nostro organismo.

E direi che bene non fanno!

Ancora peggio è l’effetto per chi mangia carne, dove è stato osservato, che le sostanze chimiche restano con una concentrazione maggiore di addirittura 16 volte tanto quella che resta nei vegetali.

L’agricoltura biologica invece usa metodi naturali, come insetti che contrastano i parassiti o minerali che proteggono i terreni.

Chi e come dà il marchio bio? Ci si può fidare?

organico, fresco, biologicoIl marchio biologico è disciplinato sia da leggi a livello europeo, sia a livello nazionale.

Chi fa richiesta del marchio, viene sottoposto a degli accertamenti accurati e, se idoneo, inizia un periodo di circa 2 anni di conversione del terreno.

Un periodo, in sostanza, per far “disintossicare” il terreno dalle vecchie sostanze.

Trascorso questo periodo i prodotti potranno iniziare ad essere commercializzati come biologici.

Non finiscono qui però i controlli, che continuano ad essere effettuati più volte l’anno, sia programmati, che a sorpresa.

Campioni di terreno e prodotti vengono analizzati e, a rendere tutto più controllato, c’è il dovere del produttore di tracciare ogni passaggio che compie.

Per i prodotti confezionati non si può usare la dicitura biologico se almeno il 95% degli ingredienti non è stato ottenuto con metodi biologici certificati.

In Italia ci sono diversi organismi autorizzati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) a concedere il marchio BIO e ad effettuare controlli.

In sostanza, non è così facile per un prodotto essere commerciato come biologico, quindi su questo dovremmo stare tranquilli.

Putroppo anche in questo contesto escono di tanto in tanto truffe, scandali e magheggi che hanno contribuito a far perdere al marchio biologico la garanzia che forse una volta rappresentava.

Occhio agli inganni

Se è vero che il marchio biologico dovrebbe una garanzia sulla qualità dei metodi usati per la coltivazione, non è altrettanto vero che biologico sia sinonimo di salutare.

Cerco di spiegarmi meglio.

Acquistare ad esempio un burro biologico, ti fa stare sicuro che non siano stati usati prodotti poco raccomandabili per ottenerlo.

Ma ciò non toglie il fatto che comunque il burro sia pieno di grassi e colesterolo.

Le arterie si ostruiranno con “colesterolo biologico”, ma comunque si ostruiranno.

Per cui, non accontentarti di sapere che stai acquistando prodotti biologici, ragiona sempre su cosa stai acquistando e sugli ingredienti.

“Ok Ricca’, biologico è meglio, ma il prezzo?”

Un fattore che, per così dire, allontana dalla scelta del biologico, è il prezzo.

Per molti prodotti il solo fatto che siano biologici, fa sì che il loro prezzo salga, a volte anche in modo notevole.

Questo da una parte può essere giustificato con la cura e l’attenzione con la quale vengono ottenuti quei prodotti e la loro alta qualità.

Da un’altra parte però, ci si marcia sopra proprio per il fatto che l’idea di biologico viene associata all’idea di qualità e che quindi chi tiene a salute e qualità del cibo sia più disposto a pagare.

Questo è quantomeno ciò che accade nella grande distribuzione, nei supermercati.

Ci sono però altre vie per non rinunciare ad acquistare biologico preservando, oltre alla salute, anche il portafogli.

Te li mostro velocemente qui sotto.

Saltare i passaggi e avere più garanzie

mercato contadino biologicoIl punto d’arrivo per tutti dovrebbe essere quello di avere contatti diretti col produttore.

Sapere da chi si acquista e come viene prodotto ciò che si acquista, elimina ogni dubbio sulla qualità e in più va a favorire piccole realtà, slegate dalle logiche spietate dell’industria.

Farlo non è difficile, basta aderire a dei GAS (gruppi d’acquisto solidale), cercare da soli un produttore del posto o comprare dai tanti mercati biologici che ormai si trovano un po’ ovunque.

I GAS sono un argomento vasto che avrà il suo spazio dedicato, ma per darti un’idea a grandi linee se non li conosci già, sono dei gruppi di persone che si organizzano per acquistare una determinata quantità e varietà di prodotti, da produttori selezionati e fidati.

Conoscono il produttore, si accordano su prezzi, tempi e quantità che può garantire e raccolgono gli ordini dei membri del gruppo.

Dopo la consegna ad un membro del gruppo (o con ritiro direttamente presso il produttore) ogni membro prende ciò che ha ordinato.

Niente intermediari (e quindi minor incidenza sul prezzo), niente trasporti inutili in giro per l’Italia, niente imballaggi su imballaggi di plastica, prodotti freschi e di qualità.

In pratica vincono tutti!

Conoscere il produttore, ti fa vedere con i tuoi occhi come si ottiene ciò che acquisti. Non è solo un fatto di marchio.

Molte piccole realtà, che non hanno voglia o interesse nel richiedere tutta la procedura per ottenere il marchio bio, producono comunque solo con metodi naturali e ottengono prodotti di alta qualità.

 

Allevamento biologico: che senso ha?

allevamento biologico muccheSecondo me questa è una dicitura che ha un forte controsenso in sé.

Se bio sta per vita, che logica di vita ha allevare un animale trattandolo bene e alimentandolo con cibi sani e prodotti come si deve, per poi ucciderlo?

Tutto ciò può avere una logica soltanto per chi ci si arricchisce, facendo pagare un pezzo di carne biologica il doppio, se non il triplo, di quella normale.

Ciò che ti sta vendendo in realtà, anche se meno di quella convenzionale, ti fa comunque male ed era lo stesso un essere vivente!

Conclusioni

Per riassumere tutto questo discorso sull’agricoltura biologica e i suoi benefici, hai visto come sia un qualcosa di migliore per tutti.

Minor inquinamento, minor impoverimento di terreni, minor spreco di risorse.

Più garanzie per la tua salute, più qualità in ciò che ogni giorno mangi, tutela dell’ambiente e delle specie vegetali e animali.

Mettici pure che puoi favorire piccoli produttori, bravi e onesti, risparmiando sul prezzo e aggirando la grande distribuzione, che opera solo in favore dei suoi interessi.

Insomma, le buone ragioni per iniziare ad acquistare biologico sono tante, che altro aspetti?

Un abbraccio,

Riccardo.

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Grazie, a presto!

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